I Tenerelli di Andria, tra dolcezza e tradizione!

Comments (0) Il Paniere delle Eccellenze, In Primo Piano

La città di Andria è storia, cultura millenaria ma anche tradizioni ed enogastronomia, parte del Cuore della Puglia di cui detiene oltre all’ottima collocazione geografica, l’attenzione alle buone prassi e un profondo legame alle sue eccellenze enogastronomiche.

Oggi vi accompagneremo in un viaggio fatto di forme, colori e sapori dolci, alla scoperta dei confetti Tenerelli!

I Tenerelli sono la perfetta correlazione tra passato e futuro, un augurio di prosperità e fecondità che anziani e giovani usano mantenere ancora saldo nella città di Andria.

Qui, la tradizione dei confetti si concentra principalmente nel periodo di carnevale, momento in cui, presi dalla gioia e dall’allegria si usa festeggiare con i cioccolatini dai colori più disparati, che ricordano i coriandoli.

E’ un dolce prezioso, come preziosi sono i suoi ingredienti (mandorle di Puglia e nocciole IGP del Piemonte ricoperte da un doppio strato di purissimo cioccolato) e il tempo di preparazione, che può variare da qualche giorno fino a 3-4 settimane.

E’ importante a questo punto ricordare alcune delle fasi della lavorazione artigianale dei confetti, attraverso attrezzi del mestiere che possono essere tutt’oggi visionati all’interno nel Museo del Confetto, in Via Gammarrota, 12 Andria:

Le bassine sono delle piccole caldaie in rame, materiale altamente conduttore, che permette la fusione di innumerevoli strati di zucchero sul nocciolo del confetto (mandorla, nocciola, cannella o altro) in modo da creare uno strato liscio ed omogeneo e rendere i confetti così speciali.

Dopo la lavorazione nella Bassina i confetti passano poi alla lavorazione nelle Branlantes, contenitori anch’essi in rame, al cui interno viene ultimata la lavorazione con gli ultimi strati e la lucidatura del confetto stesso.

Naturalmente tutto ciò che veniva riversato sul confetto era fatto con l’utilizzo di attrezzi tipici del mestiere come imbuti di diverse dimensioni, capaci di dare strati differenti ai confetti.

La tradizione porta all’interno del Museo del Confetto migliaia di persone nei giorni di carnevale, ma il museo costruito con sapienza ed attenzione ai particolari, vive durante tutto l’anno sino ad esser riconosciuto Patrimonio culturale dalla Sovraintendenza dei Beni Culturali.

Ogni morso è un viaggio di centinaia di anni, attraverso il lavoro manuale, la pazienza dei maestri del confetto, la sapienza di un’idea imprenditoriale artigianale destinata a tramandarsi ancora nel tempo.

 

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