Cellamare

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NR ABITANTI E COLLOCAZIONE GEOGRAFICA
Cellamare è tra i più piccoli comuni della Terra di Bari (popolazione 5822 abitanti, superficie 5,86 kmq). Dista solo 10 km dal capoluogo, raggiungibile in circa 5 minuti percorrendo la strada statale 100 (Bari-Taranto). E’ situata ai piedi della bassa Murgia ed è per questo interessata da morbidissime ondulazioni che di poco superano i 100 metri di media. L’andamento del rilievo è tale che si nota un aumento in altitudine procedendo da Nord a Sud; ed è proprio a Sud del territorio che si manifesta l’altezza massima, che è di 160 metri circa e dalla quale è possibile godere di una suggestiva vista panoramica della Conca di Bari fino a scrutare il mare all’orizzonte. Nelle contrade poste in questa zona sono abbastanza frequenti i muretti a secco, che formano il caratteristico terrazzato realizzato per evitare la discesa del terreno sotto l’azione delle acque piovane. Cellamare è collegato ai vicini comuni di Capurso e Valenzano da un percorso ciclopedonale: “Dal Costone Terrazzato alla Conca di Bari”.

BREVE INTRODUZIONE/CENNI STORICI
Il più antico documento in cui si parla di Cellamare e’ un manoscritto esistente nell’Archivio della Cattedrale di Bari in cui risulta che il piccolo nucleo abitato fu interamente ricostruito dall’Arcivescovo Romualdo II nel 1284. “etiam funditus a primo lapide construxit et aedificavit Cellam Amoris” cioè “costruì ed edificò Cella d’Amore dalle fondamenta”. Molto caratteristico il borgo antico raccolto intorno alla piazza principale a cui si accede attraverso l’arco della Porta Terra e su cui affacciano la chiesa matrice intitolata a Santa Maria Annunziata e la maestosa torre dell’orologio. A pochi metri, percorrendo una vicolo lastricato con antiche basole calcaree, il castello, la cui prima edificazione risale al XIII secolo ed che appartenne ad illustri famiglie nobiliari che hanno avuto il possesso del feudo di Cellamare quali i Della Marra, i Giudice, i Caracciolo. A Francesco Caracciolo, duca di Gesso e signore di Villa, che nel 1787 ottenne il titolo di principe di Cellamare, e’ intitolata la via che costeggia le mura del borgo antico. Ancora oggi i Caracciolo di Napoli conservano il titolo di Principi di Cellamare. Durante il secolo XVI il castello fu in larga misura trasformato e perse le caratteristiche di fortezza militare per diventare residenza signorile. Nella corte interna si osservano le aggiunte, le manomissioni e i rifacimenti che ne connotano le varie stratificazioni storiche rendendo l’edificio ancor più affascinante. La posizione, la tranquillità e la salubrità dell’aria si ritiene abbiano contribuito anticamente alla scelta degli Arcivescovi baresi quale luogo di soggiorno e di riposo. I cibi sono genuini. Il vino è generoso. La popolazione è cordiale ed ospitale. E’ il luogo ideale per vivere a dimensione d’uomo e sottrarsi alla vita tumultuosa e caotica della città.

LE ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE:

olio_prodottiOLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
calzone_prodottiCALZONE DI SPONSALI
pettole_prodottiPETTOLE

La produzione agricola più diffusa e’ rappresentata dall’olio extra vergine d’oliva, seguita dall’uva da tavola. Già agli inizi del 900 erano presenti a Cellamare 3 frantoi oleari ed oggi sono ancora tre. È presente una sola azienda agroalimentare che produce, confeziona e commercializza olio extravergine, vino e prodotti sottolio. La stragrande maggioranza delle famiglie cellamaresi produce in proprio olio, vino, conserva di pomodoro, ortaggi e verdure. Ma anche pane, focacce, calzoni, taralli, dolci di mandorle, tutti cotti nel forno a legna comunale situato nel borgo antico. Tra le specialità tipiche il calzone di sponsali e le pettole.

EVENTI IN PRIMO PIANO

- Ultimo sabato di aprile. Corteo Storico e Sagra di Sant’Amatore. L’evento rievoca la consegna della reliquia di Sant’Amatore Martire, Patrono di Cellamare, alla Chiesa Matrice S. Maria Annunziata ad opera di Domenico Giudice, duca di Giovinazzo e principe di Cellamare, avvenuta intorno al 1670, durante la dominazione spagnola. Secondo quanto riportato nell’epigrafe latina conservata nella teca, la reliquia fu donata dal Papa Clemente X a Don Pietro D’Aragona, luogotenente del re di Napoli, quando questi si recò a Roma con una delegazione di cui faceva parte anche il principe di Cellamare. Il corteo, in stile barocco, con in testa il principe Domenico Giudice e la sua consorte Costanza Pappacoda ed al seguito dame, cavalieri, armigeri, musici e popolani, preceduto dagli sbandieratori ed accompagnato dal rullare dei tamburi e dal suono delle chiarine muove dal castello Caracciolo nel centro storico e sfila per le principali vie cittadine. Dopo la consegna della reliquia alla Chiesa Matrice, il principe Domenico Giudice per festeggiare l’avvenimento da inizio alla festa: la sagra di Sant’Amatore. Nelle piazze e nei vicoli del centro storico i visitatori possono degustare prodotti tipici locali, come orecchiette con braciole, carne e maialino arrosto, pignate di legumi, parmigiana, calzone di sponsali, frittelle, pettole, sgagliozze e focaccia cotta nel forno a legna comunale, il tutto innaffiato da vino locale. Anche specialità spagnole provenienti da Martos, come paella, tortillas, alubias rojas con chorizo e sangria. La sagra è inoltre animata da ballate, tarantelle, tamburiate, pizziche ed artisti di strada.

- 1^ domenica di maggio: “solenni festeggiamenti in onore di Sant’Amatore, Patrono di Cellamare e Martos, città natale del Santo Martire nella Spagna meridionale, con cui Cellamare è gemellata dal 2008.

- 27/28 dicembre e 6 gennaio: “Presepe vivente nel borgo antico”. Il caratteristico centro storico di Cellamare diventa una piccola Betlemme e rievoca la natività di Gesù con tanti personaggi del presepe interpretati dai giovani della Parrocchia Santa Maria Annunziata. E così i sottani del borgo antico e le capanne ospitano volenterose massaie intente nella preparazione di frittelle, pettole, caldarroste, pignate di legumi, pane caldo condito con olio extravergine o ricotta forte ed altre semplici ma genuine prelibatezze d’altri tempi il tutto accompagnato con un buon bicchiere di vino primitivo locale. Per i vicoli e le viuzze cantori e musicanti diffondono dolci melodie natalizie. Replica il 6 gennaio con l’arrivo dei Magi.

- prima domenica di ottobre: “festa San Raffaele Arcangelo”, compatrono di Cellamare

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