Casamassima

Comments (0) I Comuni

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NR ABITANTI E COLLOCAZIONE GEOGRAFICA
Sito a 17 km a sud-est di Bari, all’estremità naturale della Murgia, il Comune di Casamassima si estende su una superficie territoriale di 77,41 kmq con una densità abitativa di 257 abitanti/Kmq. Confina con i comuni di Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Capurso, Cellamare, Noicattaro, Rutigliano, Sammichele di Bari, Turi e Valenzano, comuni pertinenti all’Area metropolitana Terra di Bari. La popolazione residente al 1° gennaio 2015 è di 19.954 abitanti, di cui 10.165 sono di sesso femminile. Casamassima, dal 1993 al 2006, ha registrato un incremento di popolazione pari al +18,6% e ancora oggi sperimenta un trend di costante crescita. Sul territorio insistono importanti realtà di tipo commerciale/industriale: il complesso del Baricentro che si estende per 900.000 mq comprendente circa 400 magazzini all’ingrosso non alimentare e il complesso dell’Auchan che occupa una superficie di 58.000 mq e include, oltre alla galleria, l’ipermercato, un parco giochi, un multisala ed altre grandi strutture di vendita. A Casamassima si giunge attraverso l’Autostrada A 14 Bari–Taranto, uscita ai caselli di Acquaviva delle Fonti, Bari Nord e Bari Sud. Basta poi percorrere la Superstrada SS 100 Bari–Taranto e fermarsi al km 18, oppure la Statale n. 172 dei Trulli per Putignano, Alberobello e Valle d’Itria. L’itinerario più rapido per raggiungere il porto di Bari è lungo 22 km e richiede 28 minuti; quello per l’aeroporto Karol Wojtyla è lungo 32 km, percorribili in 30 minuti. La stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Acquaviva delle Fonti, a 9,5 km e 11 minuti di auto, la linea ferroviaria che connette la città al capoluogo fa capo alle Ferrovie Sud–Est sulla tratta Bari-Putignano. Casamassima nasce in zona carsica con la caratteristica esistenza delle due lame che attraversano il suo territorio. Le lame, ovvero solchi carsici i cui bacini si estendono fino alle zone sommitali delle Murge, sono elementi di evidente caratterizzazione del territorio non solo di Casamassima ma della Terra di Bari e costituiscono un insieme ambientale naturalistico di pregio, un corridoio ecologico che mette in comunicazione ecosistemi diversi, dalla Murgia fino al mare. Lungo le lame, anche in prossimità dei centri abitati, sono presenti essenze e specie vegetali a sviluppo spontaneo, altrove scomparse e qui invece finora preservate dalla difficile accessibilità. Ampi tratti del fondo delle lame sono coltivati a uliveti, vigneti ed orti, per via dei suoli rossi sabbioso-argillosi particolarmente fertili. Le lame sono anche habitat ideali per la fauna che più si adatta al mutamento delle condizioni ambientali (volpi, rane, ricci di terra, donnole o faine), ed ancor più per una variegata avifauna (aironi, cavalieri d’Italia, civette, poiane, tordi, cinciallegre, capinere). Qui si conservano tracce della continuità insediativa storica di Terra di Bari, che si manifestano nella fitta teoria di chiese, ipogei e insediamenti rupestri. Per Casamassima più importante è senz’altro La Lama San Giorgio con le sue antiche vestigia, i terrazzamenti con muri a secco, la chiesetta e l’eremo di San Vincenzo ed un antico tratturo che attraversa i comuni di Casamassima, Rutigliano e Noicàttaro La seconda “Lama” è la lama Cupa, un invaso artificiale ormai in disuso. Di elevato valore ambientale è la Macchia di Marcello (Bosco di Marcedd), sita nell’area di Casamassima, all’interno dell’alveo di Lama San Giorgio; in questo ambiente poco conosciuto, ma ricco di elementi paesaggistici unici nel Mediterraneo, ci si può immergere in affascinanti percorsi naturalistici. Per il Bosco di Marcedd è stato chiesto il riconoscimento di Parco Naturale.

BREVE INTRODUZIONE/CENNI STORICI
Le origini del comune sono discusse. C’è chi partendo dalle qualificanti testimonianze offerte dai mehnir, dalle specchie e dalle grotte carsiche sostiene un’origine preistorica del centro urbano, e chi la fa risalire all’epoca romana ritenendola fondata, da Fabio Massimo, il Temporeggiatore, un politico e un guerriero romano nato nel 273 a.C. e morto nel 203 a.C. (cfr. Sante Montanaro, “Casamassima nella storia dei tempi” volumi I, II, III, IV, Bari – edizioni Levante 1994, 1997, 2000). Certamente, invece, Il feudo di Casamassima sorse in epoca normanna su un precedente insediamento religioso bizantino. Appartenne ai vari feudatari dell’importante cittadina di Conversano. Nel Seicento fu acquistata dal conte di Mola; successivamente fu dei De Ponte e, fino all’Ottocento, dei Caracciolo. Dopo l’Unità progredì nelle attività economiche ed ebbe un cospicuo sviluppo urbanistico e demografico. Durante la Seconda Guerra Mondiale, dal 1943 al 1945, il suo territorio ospitò le armate alleate. Nella seconda metà del Novecento ha conosciuto uno straordinario sviluppo agricolo e, negli ultimi decenni del secolo, il suo territorio è diventato sede di uno dei più importanti poli commerciali del Mezzogiorno.

LE ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE:

ciliegia_prodottiCILIEGIA
uva_prodottiUVA DA TAVOLA E DA VINO
taralli_prodottiTARALLI

CILIEGIA:
Le colture si estendono per 2.108 ettari con tre varietà, Ferrovia (dai 50mila ai 70mila quintali l’anno), Bigareau Moreau e Lapins. Nelle diverse varietà la polpa passa dal bianco al rosso nerastro, dal tenero al croccante. Il gusto è dolce, mai stucchevole, con punte di acidulo. In virtù delle sue proprietà antinfiammatorie ha l’effetto di prevenire gli infarti ed altre patologie vascolari in quanto la sua composizione chimica le conferisce proprietà simili all’aspirina, senza le controindicazioni e con maggiore gusto. Ha proprietà depurative, energetiche, lassative, disintossicanti e, per la vitamina A che favorisce la crescita, è consigliabile anche ai bambini.

L’UVA DA TAVOLA E DA VINO:
I vigneti per uva da tavola e da vino si estendo per circa 2mila ettari per una produzione che raggiunge i 300mila quintali l’anno. Tra le varie cultivar la più diffusa è quella Italia, un’uva bianca con semi caratterizzata da un grappolo grande di colore giallo. La sua commercializzazione avviene da metà agosto fino a metà gennaio. Molti casamassimesi producono il vino per uso proprio, l’unica realtà di vendita al pubblico è la cantina Lattavino che possiede 16 ettari vitati con piante autoctone, tipo Primitivo, con produzione I.G.P. e D.O.C.

I TARALLI:
I taralli, arricchiti da acciughe e capperi, semi di finocchio, vino primitivo, cipolla e uvetta, fiocchi di patate o nella versione di taralli dolci con cocco e cioccolato, pistacchio, caffè o nocciola rappresentano una tipicità del territorio. Quelli denominati “occhi di Santa Lucia” sono tarallini ricoperti di glassa di zucchero bianca e rosa, ultimamente anche azzurra, confezionati a mò di braccialetti o collanine e vengono consumati nella veglia a S.Lucia la notte tra il 12 e il 13 dicembre durante la quale si svolge una caratteristica fiaccolata che coinvolge tutta la città bambini e scuole comprese.

LE BUONE PRASSI
Coltivazione idroponica
L’associazione “Comunione è vita – Caritas parrocchiale” ha inaugurato nel 2014 il progetto “Idroponica sociale a Casamassima” riguardante l’innovativa tecnica di coltivazione fuori suolo. Nell’idroponica la terra è sostituita da un substrato inerte e la pianta viene irrigata con una soluzione nutritiva costituita dall’acqua e da composti, per lo più inorganici, necessari ad apportare tutti gli elementi indispensabili alla sua normale nutrizione minerale. Attraverso l’utilizzo di tale sistema le piante crescono in un contesto interamente regolato e prive di parassiti e malattie provenienti dal terreno. Il controllo di parametri ambientali quali luce, nutrimenti, temperatura, PH e conducibilità, inoltre, fanno sì che si ottengano risultati di gran lunga superiori rispetto alle coltivazioni tradizionali, per giunta senza l’aggiunta degli antiparassiti, che spesso producono effetti dannosi per la coltura stessa. La bontà di questo metodo risiede nella resa in termini di qualità, quantità e velocità, il tutto nel massimo rispetto dell’ambiente. L’obiettivo è quello distribuire gli alimenti prodotti per un terzo alle famiglie bisognose di Casamassima che ritirano mensilmente dall’associazione il cibo e per gli altri due terzi ai cittadini che attraverso libere offerte costituirebbero una fonte di autofinanziamento per l’associazione e i suoi tecnici. La proposta di coltivazione idroponica su Casamassima è stata lanciata dagli architetti Salvatore Partipilo e María Jesús de la Fuente, due soci di ‘Comunione è vita’ originari del Venezuela, paese in cui hanno appreso questa particolare tecnica.

Piccoli Architetti per il Paese Azzurro
Un progetto per la tutela del patrimonio storico-architettonico ideato dalla Pro Loco con la collaborazione delle scuole per far riscoprire ai giovani e alle loro famiglie il Borgo antico medievale, la sua storia, i monumenti, l’architettura popolare e i materiali tipici. Un gruppo di lavoro formato da alunni adotta e rileva un’abitazione fatiscente e, su indicazioni dell’equipe Pro Loco, sviluppa un “progetto di restauro semplificato” che definisce come dovrebbe essere una casa del borgo al fine di recuperare l’antica denominazione di Paese Azzurro, dovuto al colore della calce di rivestimento delle case. In sette anni, grazie alle centinaia di “piccoli architetti”, quasi trenta abitazioni sono tornate a splendere d’azzurro. Inoltre non va sottovaluta l’attività di sensibilizzazione a beneficio degli alunni protagonisti, di varia estrazione e provenienza, e le loro famiglie che spesso poco conoscono l’importanza storico-architettonica del territorio in cui vivono, contribuendo così ad un’ulteriore spinta per il prezioso recupero del Paese Azzurro.

EVENTI IN PRIMO PIANO

Pentolaccia Casamassimese – Prima domenica di Quaresima e il sabato precedente
Famoso è il Carnevale di Casamassima chiamato Pentolaccia Casamassimese per via della protagonista grossa pentola (ferro, cartapesta o altri materiali) appesa ad una gru che viene fatta sfilare e poi aperta a fine festa.
Sin dal 1977 l’associazione turistica Pro Loco celebra l’arte della cartapesta, che ha in paese origini antiche, con una sfilata di grandi carri allegorici realizzati dagli abili e fantasiosi maestri cartapestai casamassimesi accompagnati da numerosi gruppi mascherati delle scuole e associazioni territoriali e spettacoli di danza. Ogni anno carri e gruppi seguono un tema unificante.
In piazza Aldo Moro ci sono entrambi i giorni divertenti spettacoli musicali e di intrattenimento, un grande mercatino con esposizione e vendita di prodotti artigianali, mentre le associazioni del paese allestiscono degli spazi di promozione del territorio e della loro attività. Le attività enogastronomiche del paese sostengono la manifestazione proponendo degustazioni di pietanze tipiche della tradizione locale. Presso la sede Pro Loco viene allestita una mostra fotografica e documentaristica sul Carnevale e sulla Pentolaccia Casamassimese e con l’esposizione della storica Pentolaccia del Cav. Giuseppe Pastore. Alle due giornate è associato un concorso fotografico a cura dell’A.C. Photographers. Solo la domenica poi al calar del buio, dopo le premiazioni dei carri vincitori, avviene finalmente l’apertura della “Pentolaccia” con la fuoriuscita di regali e sorprese.
La “Pentolaccia Casamassimese”, insignita dal 2012 della Medaglia dell’Alto Patronato dalla Presidenza della Repubblica, riceve ogni anno il patrocinio dalla Regione Puglia, della Camera di Commercio di Bari, Borghi Autentici d’italia e Gal Sud Est Barese, garanzie di lustro ed autenticità.

Pupe della Quarantana – Pupe d’pezz’
Per tutto il periodo quaresimale si possono osservare per le strade del paese sette bambole di pezza che, le famiglie legate alle vecchie tradizioni, appendono a una corda o una ramazza tesa tra i balconi o le finestre. Le sette bamboline di stoffa confezionate in casa rappresentano le sette settimane di Quaresima che precedono la Pasqua e vengono tolte una alla volta ogni domenica. Le pupe hanno dei colori e dei nomi biblici simbolici: JANN (Anna) con abito beige-avana, PAGAN (Pagano) con abito rosso a strisce o quadri, S’SANN (Susanna) con abito rosa, R’BBECC (Rebecca) con abito viola, LAZZAR (Lazzaro) con abito porpora, PALM (Palma) con abito nero e SANTA PASQUA con abito bianco. Da venti anni l’Archeoclub ha ripristinato questo rito promuovendolo, mentre da due anni insieme alla Pro Loco propone un corso per la loro realizzazione.

Il Balcone fiorito nel Borgo antico – 2 giugno
La manifestazione è una festa d’arte totale, curata dall’associazione turistica Pro Loco dal 1995, per promuovere ed esaltare il caratteristico borgo antico di Casamassima, meglio noto come Paese Azzurro per via del particolare colore della calce che riveste abitazioni, chiese e palazzi sin dal 1600. Fra le viuzze di bianche chianche, chiassi (piazzette cieche) e piazze si snoda un lungo itinerario multisensoriale che coinvolge l’intero borgo, in particolare ogni anno sono allestite mostre d’arte e di fotografia, si tengono laboratori didattici con le scuole, spettacoli, concerti, giochi, visite guidate, le piazzette in fiore addobbate da vivaisti, fioristi, esercenti e associazioni locali ed un lungo mercatino artigianale ed enogastronomico. Fulcro della festa è però il concorso fra i borghisti che abbelliscono per l’occasione balconi, finestre e vignali (scale esterne) con una gran quantità di piante e fiori.
Si svolge il sabato successivo al 2 giugno la Cena Azzurra a cui si partecipa vestendosi in azzurro e portando con sé tavoli, sedie e cibo. Una sorta di elegante pic-nic nelle varie tonalità dei colori del cielo. La cena è allietata dallo spettacolo folkloristico di musica e teatro de I Musicanti del Paese Azzurro.
Patrocinata dal Comune, dalla Regione Puglia, nonché da Confartigianato e Conart per la visibilità e le opportunità date agli artigiani, Gal Sud Est Barese e Borghi autentici d’Italia per la valorizzazione del borgo antico attraverso eventi culturali ed enogastronomici e infine dalla Lipu di Gravina per la tutela del falco grillaio, il volatile in estinzione che vive nel borgo.

Festa Patronale della SS. Vergine del Carmelo – Ultimo weekend di luglio
Si tratta della seconda festa solenne del paese per importanza, dopo San Rocco, e si svolge a fine luglio con le consuete luminarie, la partecipazione di complessi bandistici che eseguono brani di musica lirico-sinfonica e con l’esplosione di fuochi pirotecnici.
Nel 1799 le truppe francesi avevano invaso, saccheggiato e usato una violenza inaudita contro le popolazioni di alcuni paesi vicini. A Casamassima preoccupati, attendevano gli sviluppi pregando nella cappella del Purgatorio. Ad un certo punto un fedele vide la statua della Madonna del Carmine nella nicchia che si scostava il velo e grondava di sudore. Immediatamente i presenti gridarono al miracolo. Nella cittadina non arrivò alcun soldato nemico, i documenti storici dicono che parte della fanteria francese si diresse verso Rutigliano. Secondo la leggenda i soldati furono fatti deviare da una “Signora” che, seduta sulla strada per Bari su di una vecchia macina in pietra di forma rotonda, ancora esistente e collocata in un monumento all’ingresso del paese, disse loro che Casamassima si trovava in altre direzioni. La statua della Madonna fu portata nel monastero di Santa Chiara ove fu constatato con stupore che la camicia della Vergine era ancora bagnata. Tale fu la fede e la riconoscenza verso la Vergine che nel mese di luglio seguente a Casamassima si volle dar inizio ai solenni festeggiamenti con una somma di pubblico denaro. Dal 1803 fu deliberato di onorare la Vergine del Carmelo con la consegna delle chiavi del borgo nel giorno della solenne festività da parte del sindaco. Da allora questa caratteristica usanza ha sempre richiamato e radunato la popolazione del paese, durante la processione di mezzogiorno, prima che la sacra immagine entri nel borgo antico dalla Porta dell’Orologio, è ancora consuetudine che il sindaco affidi alla Madonna le chiavi del paese.

Sagra dei ghiemmerédde – primo weekend di settembre
L’associazione Tradizioni Puglia organizza tutto l’anno piccoli e grandi eventi gastronomici di successo coniugando il buon cibo locale a balli, musica e alla promozione del territorio, del settore artigianale e commerciale.
Piazza Aldo Moro viene attraversata da percorsi degustativi a tema che sfociano nell’arte, nella poesia e nella danza unendo gastronomia, folklore e convivialità.
Il nome ghiemmerédde si riferisce alla forma, si tratta di involtini di interiora (fegato, polmone e rognone in budella) stretti all’interno del budello di agnelli oppure di capretti, delle dimensioni di circa 5 centimetri, insieme a qualche foglia di prezzemolo gigante e carosello (semi di finocchio selvatico). Il piatto viene cucinato alla griglia con foglie d’alloro o con rami di ulivo e “ramagghia” cioè fogliame di ulivi, che si ottiene in seguito a potatura, seccato e conservato in balle per vari mesi. La sagra coinvolge le macellerie e bracerie del centro e tanti stand dislocati fra piazza e centro storico.

Festa Patronale di San Rocco – Secondo weekend di settembre
La festa di San Rocco a Casamassima si tiene dal 1886, non il 16 agosto, ma la seconda domenica di settembre con particolare devozione del popolo. L’origine del culto risale al 1535, quando i cittadini adempirono un voto fatto affinché il borgo venisse preservato dalla peste, costruendo la cappella dei Santi Rocco e Sebastiano fuori le mura. Attualmente la chiesetta corrisponde alla navata sinistra della Chiesa del Rosario. Quando nel 1691 ricomparve la peste, Casamassima si appellò nuovamente a San Rocco. Avvenuto il miracolo, il sindaco Tommaso Maiellaro pose in bilancio comunale 14 ducati per la celebrazione di una messa e una festa. Oggi i festeggiamenti iniziano il 16 agosto con una grande fiera e con l’annuncio da parte del Comitato del programma dei festeggiamenti di settembre. La festa dura tre giorni e, per l’occasione, la piazza e il corso vengono sfarzosamente addobbati di luminarie multicolori. La statua viene portata in processione con un ricco mantello di argento donato dai casamassimesi emigrati e ricoperto di gioielli in oro, donati dai devoti per grazia richiesta o ricevuta. Vi è una numerosa e sentita partecipazione anche di forestieri, turisti, devoti del Santo e di casamassimesi dal mondo. I devoti sfilano in silenzio con in mano un cero acceso ed accompagnando in meditazione la statua portata in spalla da uomini. La musica concertistica delle tre serate e gli spettacoli pirotecnici sono fra i divertimenti più attesi. Coincidendo la festa con i giorni iniziali dell’anno scolastico, c’è un detto che recita: “A San Rocco lascia la palla e prendi il fiocco”, riferito a come si debba lasciare i giochi per rimettersi il fiocco, elemento dei grembiuli del secolo scorso, e tornare a scuola.

Stramaxima – terzo weekend di settembre
Gara nazionale podistica su strada inserita nel calendario nazionale FIDAL valida come prova di Corripuglia e di Campionato nazionale di corsa su strada dell’Aeronautica Militare. Nata nel 1987, annualmente richiama più di 2mila atleti da tutta l’Italia. Nel 2007 la Società Sportiva Amatori Atletica “Emanuele Manzari” di Casamassima è stata premiata dal Comitato Regionale della FIDAL come società dell’anno per il valore qualitativo che da allora è cresciuto ulteriormente e riconosciuta con l’ininterrotta assegnazione della prova di Corripuglia. La parentesi sportiva si coniuga anch’essa con la tradizione storica attraverso la cerimonia di premiazione degli atleti che vengono incoronati con foglie d’alloro all’arrivo da figuranti in abito medievale in collegamento con il Corteo Storico.

Corteo Storico “Corrado IV di Svevia” – Primo weekend di ottobre
La Pro Loco, insieme a scuole e associazioni locali, riporta indietro nel tempo l’antico borgo medievale, noto come Paese Azzurro. Il Corteo Storico casamassimese celebra la restituzione del feudo a Roberto da Casamassima, da parte di Corrado IV, figlio ed erede dell’Imperatore Federico II di Svevia. L’episodio è realmente avvenuto nell’aprile del 1252, come documentato dalla pergamena originale conservata nell’Archivio Storico della Biblioteca di Bari, e viene ricalcato in fedele ricostruzione secondo il rituale carolingio. Il venerdì sera si tiene generalmente, nella bellissima cornice di Masseria Cariello Nuovo, un convegno o un concerto a tema storico. A seguire si svolge una gustosa cena medievale allietata da divertenti spettacoli. La domenica pomeriggio un corteo di oltre 400 figuranti sfila per le vie del centro e si ferma in piazza Aldo Moro per il cerimoniale inscenato dalla compagnia teatrale A.C.C.A. A seguire il Re, nobili, sbandieratori, musici, danzatrici, mangiafuoco, falconieri, cavalieri, giocolieri e teatranti, che indossano pregiati costumi in voga nella società del periodo, invadono viuzze e chiassi del centro storico vestito a festa con una spettacolare scenografia. Il pubblico viene felicemente accolto e condotto verso numerosi spettacoli e danze. Gli angoli del Paese Azzurro brulicano di mercatini artigianali, mentre in piazza Santa Croce è possibile sedersi alla tavola del Re per gustare la prelibata cena nobile o con il popolo per la stuzzicante cena plebea. Nell’ex Convento Santa Chiara è allestita la mostra “Strumenti di tortura tra Medioevo e Inquisizione” di Giuseppe Potenzieri Pace. Partecipano al corteo e ai festeggiamenti numerosi gruppi storici provenienti da tutta la Puglia. La manifestazione gode del patrocinio del Comune, della Regione Puglia, del Gal Sud Est Barese, della Confartigianato-Casamassima, dell’ass. Borghi Autentici Italiani, nonché della Presidenza della Repubblica e dei Consolati Onorari del Regno del Belgio e della Repubblica Federale di Germania, inoltre è promossa sotto gli auspici del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali.

Il Presepe vivente nel borgo antico di Casamassima
La Parrocchia “Santa Croce”, in collaborazione con l’Oratorio Anspi “Pier Giorgio Frassati” e con i patrocini della Regione Puglia e del Gal Sud Est Barese, organizza nel centro storico, generalmente fra Natale e Capodanno, un Presepe vivente con oltre duecento figuranti e ben trenta rappresentazioni, alcune delle quali recitate. Da dieci anni gli organizzatori riproducono la solennità delle Sacre Scritture di duemila anni fa, attraverso la raffigurazione delle scene più emblematiche della Betlemme che accolse la nascita di Gesù. Le migliaia di visitatori che giungono ogni anno dalla provincia si snodano per le vie e gli scorci del Paese Azzurro, in un percorso durante il quale, accompagnati da guide, saranno proposti anche spunti di riflessione su valori cristiani e civili.
Alla fine del percorso ciascun visitatore è invitato deliziare il proprio palato in un’area allestita per la degustazione di prodotti tipici locali tradizionali natalizi quali frittelle, taralli dolci e vino primitivo autoctono. La manifestazione è stata insignita del titolo di “Presepe di Puglia 2010” nel concorso “Andar per presepi” indetto dalla Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo. Il Presepe è inoltre affiancato da un concorso fotografico nazionale a partecipazione gratuita.

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